Luisa Spagnoli storia e fortuna dell’imprenditrice del Novecento che inventò la conciliazione famiglia-lavoro

Luisa Spagnoli storia e fortuna della signora del cioccolato e della moda che creò una cultura d’impresa ancora oggi al passo con i modelli dei paesi più avanzati del mondo. Un universo aziendale, quello che Luisa aveva fortemente contribuito a plasmare, che non solo conosceva nei primi decenni del 900 le esigenze di conciliazione tra i vari ruoli che una donna assume nella società. Ma che li aveva sostenuti operativamente costruendo un nido aziendale già nella Perugina degli anni ’30 (come mostra il filmato linkato qui sopra). Quello stesso che erediterà più tardi anche la omonima Luisa Spagnoli. L’azienda che prese il nome della sua fondatrice, si trasformerà in pochi anni da laboratorio per la produzione di capi in angora ad azienda di moda presente nei mercati internazionali. Una trasformazione a cui Luisa, scomparsa prematuramente nel 1935, non potè assistere. Di lei, tuttavia, resteranno le idee rivoluzionarie e precorritrici dei tempi. Idee capaci di costruire quel modello d’impresa avanzato che per molti decenni non ebbe pari né in Italia né forse in Europa.

Luisa ed il coraggio di un cambiamento radicale

Cosa rese così intraprendente e coraggiosa Luisa Spagnoli, una delle prime imprenditrici del cioccolato? Come arricchì la cultura del cioccolato il suo sguardo di donna sul mondo e sulla produzione? Per comprenderlo occorre fare un salto nella Perugia di fine Ottocento per scoprire quale profondo legame esisteva tra la signora del cioccolato e la sua città natale, città antichissima immersa nel cuore verde d’Italia. Molto si è scritto negli ultimi anni su di lei e sulla vicenda delle famiglie Spagnoli e Buitoni a Perugia. La rifioritura di un interesse, mai veramente sopito, è dovuta anche all’impatto della miniserie, dal titolo omonimo, prodotta da Raifiction, in prima visione nel febbraio del 2016.

Luisa Spagnoli storia perugina di una pioniera di modernità in un piccolo mondo antico

Da allora anche il grande pubblico televisivo italiano ha potuto conoscere meglio le vicende ispirate alla vita di una signora molto speciale. Visitando le incantevoli vie del centro di Perugia dove nacque nel 1877 e mosse i suoi primi passi Luisa Sargentini, tutto rimane come appeso in un’atmosfera senza tempo. In quel lontano fine Ottocento i rassicuranti ruoli medioevali, come in un corteo rievocativo, si erano protratti fino ai cofini della modernità. C’erano artigiani e botteghe nelle vie secondarie e bei negozi nei corsi principali del centro. Le mode del nascente Novecento ridisegnavano abiti e cappelli, ma il progresso non aveva ancora intaccato i ruoli sociali. Perciò risulta oggi arduo comprendere dove a quei tempi Luisa avesse preso il coraggio di “rivoluzionare” il nascente mondo industriale e tutti quegli stretti orizzonti culturali, cominciando da sé.

La condizione delle donne nell’Italia di fine Ottocento

Molto probabilmente non furono le letture a suggerirle altre possibilità dell’essere donna. Della sua istruzione poco si sa, ma si presume sia stata di livello elementare. Del resto la piaga dell’analfabetismo riguardava allora la quasi totalità degli italiani e le donne ne erano maggiormente colpite. Tutto però sapeva sicuramente Luisa della fatica e forse anche delle umiliazioni che una donna subiva se nata fuori dagli antichi privilegi dei ceti più agiati. Laddove tali privilegi non garantivano mai una pari dignità alle donne, se non a prezzo di imprese eccezionali. Come è possibile allora, che in lei le visioni e le intuizioni fossero così chiare? Dove trovò la determinazione necessaria a realizzarle? E a quali esempi si ispirò la giovane perugina, andata in sposa poco più che maggiorenne?

Angeli del focolare, contadine, artigiane e le “donne di malaffare”

La sua è la storia di una self-made woman dei primi del Novecento. Da umile sartina a precorritrice di una cultura industriale, che nei primi del 900 stentava ad imporsi a Perugia. Luisa fu pioniera sotto molti aspetti, in ambito italiano ed internazionale, contro ogni previsione ed aspettativa di un piccolo mondo antico in cui la rispettabilità di una donna era direttamente proporzionale alla sua predeterminata “utilità” sociale che si esprimeva in ruoli centenari. Essenzialmente angeli del focolare, madri e mogli. O, oltre a tutto ciò, a faticare nei campi o in qualche attività artigianale per pochi denari, questa era il destino predeterminato delle donne del tempo. In Italia e nella Perugia di fine secolo, fatte rarissime eccezioni, e senza quell’istruzione di massa che in seguito contribuirà a scardinare i costumi di cui le giovani donne di fine Ottocento furono eredi. C’era poi a livello locale e nazionale, tutto il comparto dell’irrespettabilità. Quella Perugia delle case di appuntamenti deprecati dalla morale pubblica ma reinseriti agevolmente nella prassi privata di tutta una serie di signori più o meno benpensanti. Come in ogni altra città d’Italia.

Dai macchinari ai nuovi processi produttivi, la lenta rivoluzione industriale e culturale

In un contesto cittadino ancora inevitabilmente ostaggio di logiche medioevali, dominato da una millenaria cultura del latifondo, che permetteva ai proprietari terrieri di risiedere in città, mentre i contadini svolgevano l’incessante lavoro dei campi, si inserì così una nuova borghesia industriale. E si poté imporre grazie ai frutti di un’economia fondata sempre più sul progresso tecnologico. Che ai tempi significava soprattutto meccanizzazione del processo produttivo. Questo innesto fu un evento per nulla indolore in Italia, soprattutto nelle regioni italiane dove il latifondo, ed il suo sistema di valori, resistevano alle tentazioni moderne, sia economicamente che culturalmente.

Annibale e Luisa novelli sposi

In quel mondo, a tratti in rapidissima evoluzione al Nord, più conservatore degli antichi regimi al Centro come al Sud, si inserisce quindi la straordinaria vicenda di Annibale Spagnoli e Luisa Sargentini. Novelli sposi il 27 febbraio del 1899, e poi partiti per Mantova, città dove lo Spagnoli dovette terminare il servizio militare, prima di poter far ritorno a Perugia. Ma la novità più straordinaria è l’esordio delle abilità di Luisa. Una donna che non venne mai educata agli affari, che divenne in pochi anni direttrice d’azienda ed ideatrice di innovazioni rarissime, sia in campo produttivo che nella gestione del personale. Dove trasse tutto il coraggio necessario a quei tempi e a quali modelli si ispirò la signora del cioccolato e della moda? A Mantova e non a Perugia è nascosto uno dei momenti rivelatori sulla storia inedita della formazione di Luisa Spagnoli.

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