le Minnuzze di Sant’Agata e l’impronta della Dea

Le Minnuzze di Sant’Agata e la storia di un dolce rituale carico di simboli antichissimi. In Sicilia le chiamano Minnuzze di Sant’Agata o Minne di Sant’Agata. Oggi sono conosciute anche con il nome di Cassatelle di Sant’Agata, una deliziosa rielaborazione delle tradizionali cassatelle in onore della Santa patrona di Catania. In realtà i tradizionali dolci che rappresentano i seni della celebre santa catanese sono frutto di un’antichissima tradizione, giunta quasi intatta sino al secolo scorso. Nel XIX secolo per Minuzze di Sant’Agata si intendeva soprattutto dei piccoli pani a forma di seno. Venivano cotti in segno di devozione nei confronti della santa protettrice di Catania e portati dalle campagne in città nei giorni della festa a lei dedicata. Lo racconta Giuseppe Pitré, medico e professore siciliano che studiò a fondo le tradizioni ed il folclore della sua terra natia.

Il martirio di Sant’Agata e le Minnuzze

La tradizione vuole che i dolci pani ricordassero il martirio di Agata, una giovane devota che rifiutò di unirsi in matrimonio con il proconsole romano Quinziano e di tradire così la sua fede cristiana. La reazione del governatore fu terribile: Agata dovette subite la tortura e l’amputazione dei seni, ma le ferite guarirono miracolosamente. Fu allora che Quinziano decretò la condanna a morte della giovane sui carboni ardenti, tra il 249 ed il 251 d. C. durante il regno dell’imperatore Decio.

Minnuzze di Sant’Agata storia del simbolo dei seni

Nonostante il ricordo dell’atroce martirio a cui venne destinata la Santa patrona di Catania, i pani dolci e le cassatelle hanno portato intatto sino a noi un simbolo molto amato dai catanesi: i floridi seni nudi che nelle antichissime tradizioni della terra di Sicilia hanno assunto significati molto più ampi di quello assegnato loro dal martirio. L’inquietante ricordo del martirio non ha quindi cancellato la centralità di questo simbolo arcaico che nella tradizione cristiana è collegato all’elemento inconografico della Maria Lactans (Virgo Lactis), la Madonna che allatta Gesù bambino.

Il cibo rituale ed il culto di Iside

Una domanda sorge allora spontanea. Ma l’antichissimo simbolo dei seni nudi, che precede di millenni il cristianesimo, era davvero radicato a Catania prima del martirio della Santa? Dalle ricerche di Emanuele Ciaceri, docente di storia antica a Catania nel 1901 (fino al 1910) poi professore della stessa materia a Padova, nella festa dedicata a Sant’Agata erano presenti numerosi elementi provenienti dall’antico culto di Iside, che precedette di secoli l’avvento del cristianesimo. Ma quale era il preciso significato delle Minnuzze di Sant’Agata, cibo sacro nella Catania precristiana? E in quale preciso momento della processione si apriva al mistero di questo simbolo sacro? Infine, esistono collegamenti con altri cibi la cui sacralità ha attraversato indenne il momento di passaggio tra mondo antico e paganesimo? Ecco cosa abbiamo scoperto.

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